Desmo Infinito, Tesi di Specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino anno 2006.

Desmo

Il progetto “Desmo (infinito) nasce come diretta evoluzione della mia precedente opera Chimera nella quale conviveva la ricerca stilistica dell’ibrido tra il mondo organico e quello meccanico. I rapporti tra le forme della Desmo hanno dei chiari riferimenti all’anatomia animale: sono evidenti sul serbatoio gli incavi che ricordano i volumi delle scapole, così come le narici sul cupolino, etc. Il mio intento è stato quello di realizzare un oggetto affine al design industriale senza perdere però le caratteristiche “anatomiche” che caratterizzavano il precedente lavoro.

La base di partenza di questo progetto è una Ducati 999 s del 2005, ultima evoluzione di un modello accolto dal pubblico in maniera contrastante. Tralasciando il lato estetico della 999, Pierre Terblanche ha progettato forse la migliore ducati finora presentata, dotata di una ciclistica sopraffina, estremamente regolabile, al limite dell’imbarazzante per l’utente medio, completando il quadro con sospensioni ohlins, le migliori sul mercato. La base di partenza, ossia lo “scheletro”, non ha punti deboli, ho preferito quindi lasciare tutto originale, anche perché la “reversibilità” è un cardine del progetto, ovvero desideravo offrire una nuova livrea al modello facendo in modo che le sovrastrutture utilizzassero i punti d’ancoraggio originali. Con questi presupposti ho cominciato schizzare le prime forme.

“Le proporzioni devono ridursi, i volumi del modellato dovranno limitarsi a cingere la meccanica come un guanto, il risultato dovrà essere assimilabile alla visione di un felino quasi denutrito, dove le ossa vengono coperte dai soli fasci muscolari intuibili sotto la corta pelliccia…”

Il pensiero generale è quindi quello di “asciugare gli spazi” andando a creare delle linee diagonali che convergano verso l’avantreno, in controtendenza rispetto alle linee stilistiche della 999 originale.

Tecnica Costruttiva

Tutto il processo creativo viene mutuato dalle tecniche scultoree apprese negli anni dell’accademia, per la realizzazione della livrea mi sono avvalso della malleabilità dell’argilla (modellandola sul telaio come si trattasse di una scultura) e la poliedricità della vetroresina, esclusione fatta per i mezzi meccanici, gli attrezzi per la realizzazione di un’opera sono stati un semplice pezzo di legno piallato per delineare i piani, un coltello dentato per definire la materia e spatole in acciaio armonico per tirare le superfici. Successivamente ho applicato la vetroresina sui volumi del prototipo d’argilla, in questo caso non sono stati creati stampi del modello definitivo, è ho ottenuto quindi un pezzo unico che si avvicina più all’idea di “opera d’arte” che al prototipo industriale. Il processo costruttivo non è quindi diverso da quello di una qualsiasi scultura plastica, in questo caso essendo un prodotto di alto artigianato presenta dei piccoli difetti che la distinguono da un pezzo industrializzato con l’ausilio del computer, la simmetria per esempio non viene affrontata con l’ausilio di stampanti 3d ma con la “tecnica dei punti”, livelli, compassi e soprattutto tanto “occhio”, motivo per il quale ci sono volute qualcosa come 1000 ore per la realizzazione della Desmo .

Tutta l’opera è stata realizzata interamente a mano, non mi sono avvalso di aziende esterne se non per la realizzazione dello scarico, preferendo un approccio al lavoro in pieno stile “ garage” dove la differenza non la fa l’accessorio alla moda, o iper tecnologico e costoso, ma l’estro e la capacità manuale.

Le caratteristiche tecniche :

Motore

standard coppa bassa,

scarico completo di Fabrizio Fresco, diametro 57 con terminali in carbonio

centralina ri mappata

tubi radiatore siliconici samco sport

telaietto anteriore racing

pedane arretrate

Estetica

Serbatoio con flangia pompa benzina ricavata dal pieno, capacità 19 litri

Convogliatori airbox in fibra di carbonio maggiorati

Piano seduta avanzato e larghezza minima serbatoio 10 cm per un maggiore feeling del pilota

Carenature in resina vinilestere e carbonio.

La Desmo Infinito è un “pezzo unico” non replicabile.