Erky


“ERKY”
Il pensiero di reinterpretare un’icona come il Monster mi solleticava da tempo.
In Ducati, all’idea di rinnovare il loro modello più venduto ed intramontabile devono avere sudato freddo… come si fa a rinnovare senza cambiare una virgola?
Chi compra un Monster, vuole un monster! Una moto nuda, semplice ed essenziale nelle sue forme, dove ogni esercizio di stile avrebbe fatto a pugni con l’identità stessa che contraddistingue questo modello.
Io non avendo pressioni di ogni genere, se non quelle dettate dal mio buon senso, ho creduto doveroso tenere come idea di base la moto nuda, semplice, evitando però di cadere nella caricatura.
Il nome stesso “Monster Evo” per me, strizza troppo l’occhio al marketing, credo sia più ragionevole dare un nome diverso ad un figlio, che autocelebrarsi con l’appellativo Jr… tenere la sostanza acquisendo una nuova identità.
Nasce quindi il progetto Erky.

L'Erky è il mostro per antonomasia, nella lingua Dorgalese... ma vi è un precedente storico, negli anni 70 un noto fabbro del mio paese creò un'opera in ferro che sconvolse l’opinione pubblica per le sue proporzioni gigantesche e per la quantità di ingranaggi che prendevano vita al movimento di una leva… incutendo timore e rispetto allo stesso tempo.
L’imprinting nell’immaginario collettivo è vivo ancora oggi e il pensiero di rendere omaggio ad un artista defunto prematuramente mi sembrava cosa buona e giusta.

Lo scheletro su cui modellare la muscolatura è quello di un Monster s4r, un modello che mi piaceva sia per via del monobraccio in traliccio che per la giusta dose di cavalli. Sin dai disegni preparatori ho capito che alcuni componenti vitali, come la batteria potevano essere spostati per poter lasciare spazio alla benzina, oltre che far alloggiare senza problemi la pompa benzina e relativa flangia in ergal del 999. La batteria è stata quindi spostata sotto la sella creando un supporto in acciaio inox, la soluzione ha giovato anche per quanto riguarda la distribuzione dei pesi, centralizzandoli, il regolatore di tensione è ora ancorato inferiormente e può raffreddarsi meglio. Ho eliminato il compensatore per i vapori dell’olio dotando il blocco motore di una nuova valvola di sfiato accompagnata da un filtro a cono bmc. Sempre alla ricerca del massimo spazio disponibile sopra il cilindro verticale ho costruito una nuova staffa per ospitare la centralina e relativi componenti ausiliari.

Una caratteristica che doveva contraddistinguere il mio serbatoio, consisteva nel lasciare a vista il filtro aria bmc, una soluzione che prevedeva quindi una presa d’aria triangolare da disporre centralmente. Questo elemento distintivo avrebbe poi enfatizzato il suono di aspirazione a scapito però dell’incolumità del motore se fosse stato abbandonato sotto un getto d’acqua… ma si sa che le cose preziose non si lasciano incustodite… tuttavia non mi preoccupava avendola già sperimentata sull’Astore supertwin, quando era ancora dotato dei carburatori keihin, esaltante dal punto di vista del sound e neanche tanto impegnativa per controindicazioni.

Formalmente il serbatoio si può riassumere con la raggiatura centrale che richiama il profilo di quello del monster, assieme al raccordo con la sella, comoda ma forse eccessivamente larga, dalla mediana in poi ho tenuto un profilo stretto come la sella per poi allargarsi come se vi fossero i muscoli dorsali che incastonano il foro di aspirazione. Le gambe del pilota hanno poi lasciato l’impronta sulla fascia centrale, un segno che caratterizza molto la vista laterale alla pari delle scalfature con la fibra di carbonio a vista. Il retrotreno è caratterizzato dalla sella originale rimodellata asportando la porzione del passeggero, così come il telaio stesso è stato tagliato all’altezza dei maniglioni, il suo andamento particolarmente orizzontale limitava notevolmente la percezione del dinamismo.

Una volta saldato al T.I.G un nuovo traversino per chiudere la struttura ho disegnato un nuovo telaietto minimale da imbullonare al telaio, relegando ad esso il ruolo di supporto targa e scarico. Mantenendo la sella originale e dovendo contenere gli ingombri la forma stessa della coda mi sembrava quasi obbligata, una sorta di pinna di squalo, arcuata e semplicissima nello sviluppo dei piani, con l’unico vezzo da ricercare nel solco che ospita parte del gruppo ottico posteriore, che tuttavia caratterizza, nel suo spezzare la linea teorica, un segno forte.
Infine ho sostituito il faro originale con quello del Monster Evo, più consono alla linea del mezzo, anche se qualche disegno per il gruppo ottico lo avrei… ma si sa che un elemento del genere è un po’ difficile da realizzare nel proprio garage… Gli stampi per trasformare un Monster in un Erky sono già pronti, se volete sapere come tuona un Erky provate a cercarmi!

Foto by Alessandro Spanu

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Astore SuperTwin


Per gli amici “Astoreddu”, nome dettato dalla forma del cupolino, è un progetto che porto avanti secondo vari step evolutivi dal 1999.

Posso affermare che con questo progetto sia nata in me la consapevolezza che l’estro creativo si potesse manifestare non solo nelle opere d’arte, nella fattispecie la scultura, ma anche un mezzo come la motocicletta potesse incarnare l’idea di una scultura viva, come mi piace definirla: dinamica.

Scomponendo l’oggetto motocicletta, potevo vedere che un serbatoio, isolato dal suo contesto, se formalmente compiuto, potesse avere la stessa dignità di un’opera plastica moderna.

La sua funzione estetica non era fine a se stessa, nei miei disegni ogni più piccolo volume trova eco nell’anatomia animale, come se una serie di fasci muscolari avvolgano l’anima meccanica.
Il design che ne scaturisce è dettato dal rincorrersi di curve e linee sensuali che convergono in diagonale verso l’anteriore, ci sono le branchie per refrigerare il motore, gli occhi accigliati di un rapace per aggredire la strada.

Credo che questa mia interpretazione del design motociclistico sia stato di ispirazione per vari designer, un caso su tutti ,la bmw con la sua superbike S 1000 rr che risulta essere una versione ripulita dalla materia scultorea della mia opera Chimera, su base rg 500 presentata al bike expo nel 2006… Le mie realizzazioni sono squisitamente artigianali, non si tratta di vetrine viaggianti di pezzi aftermarket, dove vince chi ha il portafogli meglio fornito, non mi interessa, ma la consapevolezza che l’anima di un oggetto non la si può comprare, ma soltanto donare con le proprie mani.

L’Astore è una moto leggerissima, solo 150 kg di peso, con i cavalli giusti, 90 cavalli alla ruota, stretta e filante, nuda abbastanza da fare vedere con orgoglio la meccanica, ma capace con il suo particolare cupolino di impedire i classici ondeggiamenti delle naked ad alta velocità, un pò come dovrebbe essere una vera Ducati Super Sport…

Prototipo su base Ducati 350 ss 1992.
Sovrastrutture in fibra di vetro, carbonio, kevlar.


Ciclistica:
Telaio trasformato su mie specifiche dalla Pierobon, cannotto di sterzo riposizionato con inclinazione pari a 24,5°, serie di traversini trasversali per irrigidire la struttura, parte posteriore asportata in favore di un telaietto amovibile di derivazione ducati 996, forcella Showa Ducati 900 ss con cartuccia racing by Mupo

Mono ammortizzatore AB 1 con precarico molla idraulico Mupo.
Dischi Freno wave Braking abbinati a pastiglie Zqoo.
Pinze freno brembo racing
Pedane arretrate Style and Performance.
Pompa freno Brembo 19x20.
cerchi marvic penta in magnesio.


Motore :

Elaborazione by Desmo Power Ducati 944,
pistoni Pistal Racing,
albero motore alleggerito ed equilibrato by EVR,
condotti riprofilati,
volano alleggerito,
alberi a camme ST2,
impianto elettrico 996,
corpi farfallati 45 mm,
attuatore frizione maggiorato,
campana frizione in ergal collettori di scarico by Fresco,
cavi siliconici racing,
kit trasmissione racing 520.


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Desmo Infinito Strada


Questa è la versione stradale del progetto Desmo Infinito. Si contraddistingue dalla precedente per via dei silenziatori in carbonio omologati, il telaietto posteriore e la coda predisposti per ospitare il passeggero, e infine il gruppo ottico anteriore di derivazione Ducati 999.

Rispetta pienamente tutti i requisiti richiesti dal Codice della Strada.

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Prototipo Ducati "Desmo ∞" (infinito)


Il progetto “Desmo 8” (infinito) nasce come conseguenza della precedente opera, Chimera.
Il mio approccio in questo caso riguardava l’assimilazione dei punti cardine della Chimera, cioè l’idea dell’ibrido, i rapporti tra le forme con chiari riferimenti all’anatomia, raffinandoli nel tentativo di realizzare un oggetto di design industriale, senza perdere però le caratteristiche di personalità che caratterizzavano il precedente lavoro.

La base di partenza di questo progetto è una Ducati 999 s del 2005, ultima evoluzione di un modello accolto dal pubblico in maniera contrastante, tralasciando il lato estetico, Pierre terblanche, designer di questo modello, ha progettato forse la migliore ducati finora presentata, dotata di una ciclistica sopraffina, estremamente regolabile, al limite dell’imbarazzante per l’utente medio, completando il quadro con sospensioni ohlins, le migliori sul mercato. La base di partenza, ossia lo scheletro, non ha punti deboli, ho preferito quindi lasciare tutto originale, anche perché la “reversibilità“ è un cardine del progetto, le sovrastrutture dovevano essere sostituibili con estrema facilità utilizzando esclusivamente i punti di fissaggio originali.
Con questi presupposti ho cominciato a schizzare le prime forme.

Lo stile

“Le Proporzioni devono ridursi, i volumi del modellato dovranno limitarsi a cingere la meccanica come un guanto, il risultato dovrà essere assimilabile alla visione di un felino quasi denutrito, dove le ossa vengono coperte dai soli fasci muscolari intuibili dalla corta pelliccia…”
Il pensiero generale è quindi quello di“asciugare gli spazi” , creare delle linee diagonali che convergano verso l’avantreno, caratteristica assente nel 999.

Caratteristiche tecniche:

Motore:
Standard coppa bassa, scarico completo di Fabrizio Fresco, diametro 57 con tromboncini uscita 60, sound da motogp… centralina aggiornata, tubi radiatore siliconici samco sport, telaietto anteriore racing, pedane arretrate.

Estetica:
Serbatoio con flangia pompa benzina ricavata dal pieno, capacità 19 litri, Convogliatori airbox in fibra di carbonio maggiorati, Piano seduta avanzato, larghezza minima serbatoio 10 cm…


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Astore SS


Prototipo su telaio Ducati 350 ss 1992.

 

Sovrastrutture in fibra di vetro, carbonio, kevlar.

 

Design ispirato al virtuoso dei cieli: il Falco.

 

Ciclistica:

Forcella Showa Ducati 900 ss con cartuccia racing by Mupo.

Mono ammortizzatore AB 1 con precarico molla idraulico Mupo.

Dischi Freno wave Braking abbinati a pastiglie Zqoo.

Pedane arretrate Style and Performance.

Pompa freno Brembo 19x20.

Cerchio anteriore magnesio Marchesini.

 

Motore:

Ducati 944, pistoni Pistal Racing, albero motore alleggerito ed equilibrato by EVR, condotti rifatti, volano alleggerito, alberi a camme ST2, carburatori keihin FCR 39, attuatore frizione maggiorato, campana frizione in ergal collettori di scarico by Fresco, cavi siliconici racing NGK, . kit trasmissione racing 520.


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Ducati 748 Silver


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Super Mono SZR


Estetica:

Carene derivate da TZ 250 gp, coda Honda rs 125, tutti i particolari sono stati ricostruiti e modellati in fibra di carbonio. Copritelaio in carbonio.

 

Motore:
Maggiorazione con pistone alta compressione JE da 61 mm, volano alleggerito, kit dinojet, terminale Arrow.


Sospensioni:
Kit forcella by Mupo, monoammortizzatore revisionato e dotato di un nuovo serbatoio separato per la regolazione della compressione.


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MV Brutale


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Proto


Modello scala 1:12 in resina
Dimensioni: 30 x 10 x 4,5 cm
Anno: 2004


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RGV Gamma


Restyling 2003

Caratteristiche tecniche:
Motore: lucidatura travasi, guarnizione testa RG 125, condotto aria forzata frontale, marmitte arrow.
Sovrastrutture: carenatura in resina, sottocodone artigianale, faro artigianale, supporti interruttori separati, serbatoio recupero liquidi frontale.
Verniciatura: grigio flakes, oro Toyota.


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SRAD


Restyling 2006

GSX 600 srad 1998 carene in tessuto e carbonio plastic bike con airbox e presa aria frontale di mia creazione,
sottocodone prototipo, kit dynojet, filtro kn, scarico completo yoshimura rs3, mono wp, forcella 2001 preparata dalla zack suspensions, tubi fren tubo, pedane arretrate, kit cambiata tipo ss, gas rapido domino, ergal.


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